lunedì 30 agosto 2010

Nodate (english version)

"Nodate" in Japan means a tea ceremony done outdoors. There are various types of nodate, which may be more or less sophisticated: it goes from a simple cup of matcha done with a thermos to a real ceremony with portable tatami and made with all the equipment of a true classic ceremony.
I spent some of the hottest days of July on the mountains (about 1600m high) in beautiful lawns and breathtaking views. I had not with me all the equipment to do the tea ceremony, but I could not fail to make a simple nodate in an environment so beautiful! I organized a "set portable" studied to make nodate: a basket to hold a traditional chawan (a size just smaller than standard) and Natsume (from chabako). How chashaku and chasen I used those leaflets that are comfortably inside a small container made of bamboo. Unfortunately I could not bring with me on top of the mountain the tatami so I did with a mat and a thermos, but I can assure you that was a truly wonderful experience!

Tokonoma (english version)

It's a long time that I don't write, but also the tea masters take holidays! Although it may not have published anything on the blog, but my practice has not stopped and accompanied me in this hot summer.
I'll start this post with an account of .... my birthday! Yes, you read right: for my birthday I asked my husband to build a tokonoma for me.
What is a tokonoma? It is an architectural element that is part of all traditional Japanese houses. This is a "recess" in the wall which forms the essence or "heart" of the house and where you can watch the best treasures of the family. You can hang a beautiful jiku, put a composition ikebana (or Chabana if it is a room for tea ceremony), you can use for a koro (incense burner) or you can expose a vase or a statue particularly significant. In traditional homes was the only place that could be "decorated" in the home. There are many types of tokonoma: those of the traditional houses are planned during the construction of the house itself, but there are also some "adjustments" for those who have a modern house or a Western home. In these cases the tokonoma is "built" like forniture trying to integrate as much as possible in furnishing the room in which it is placed. For example, my teacher, who unfortunately does not have a traditional house, has built a very similar in a cabinet without the doors, whereas I wanted something that was lighter like structure and more rustic and natural effect, so my sweet husband decided to simply create two columns pine resting on the mat and that they cover as a simple "shelf" of the same type of wood. The final effect I leave you to judge. To complete my stay I bought the mats I needed for the space of a traditional tea ceremony room, four and a half tatami mats. Certainly my living room is not in real Japanese style but little by little I want to turn for a space of my own where I could exercise even better in the art of tea.
To cap it all, my better half has "invented", on my advice, a tsukubai (ritual fountain) for "apartment" that recreates, however, the natural atmosphere of Japanese gardens.

My first chaji (english version)

My teacher, just like me, has birthday in July and this time I decided, instead of the usual birthday gift, of calling her for a chaji.
It was a great experience because I had never invited anyone before for a chaji organized entirely by me.
A chaji is a full tea ceremony: includes sumi (charcoal) ceremony, kaiseki meal, two desserts and two-course of tea.
To make life easier I decided to make a chaji "simplified" by eliminating the kaiseki meal and adopting the formula of Zen-cha, reversing the order of usucha and Koicha so that the charcoal had time to heat the water for good afford to make a good thick tea.
It was very tiring but it helped me to learn how to organize the management of work (I started to prepare several days before) and my teacher was very pleased with the work I have done.
(Actually I do not know why it was so happy because I have made many mistakes, but she is always so patient ...). As you can see from the photos I used a typical summer Korean-style brazier with a shiki-ita in Oribe style. I then used a mitsusashi of 1800, a Natsume usagi maki and a type of chaire akahada. The cup for koicha was a classic aka-raku while for usucha was a hira-chawan of 1800.
I wanted to give the atmosphere of an informal and relaxed chaji so I put in a tokonoma a jiku with a simple phrase that translated into Italian means something like "take a cup of tea." The choice of this phrase would mean to me: let us not be too strict and we take this opportunity to drink a simple cup of tea.

mercoledì 25 agosto 2010

Il mio primo chaji

Anche la mia maestra, proprio come me, compie gli anni nel mese di Luglio e questa volta avevo deciso, invece del solito regalo di compleanno, di invitarla per un chaji.
E' stata una bellissima esperienza perchè non avevo mai invitato nessuno prima per un chaji organizzato interamente da me.
Un chaji è una cerimonia del tè completa: dura molto tempo e comprende cerimonia di carbone, pasto kaiseki, due dolci e due portate di tè.
Per semplificarmi la vita ho deciso di fare un chaji "semplificato" eliminando il pasto kaiseki e adottando la formula dello zen cha, cioè invertendo l'ordine di usucha e koicha per far sì che i carboni avessero il tempo di scaldare bene l'acqua per permettermi di preparare un buon tè denso.
E' stato molto faticoso ma mi è servito per imparare a organizzare la gestione del lavoro (ho cominciato a prepararlo diversi giorni prima)e la mia maestra è rimasta molto contenta del lavoro che ho svolto.
(In realtà non so perchè sia rimasta così contenta visto che ho fatto moltissimi errori, ma lei è sempre così paziente...). Ecco qui alcune foto della preparazione:




Come si vede dalle foto ho usato un furo tipicamente estivo in stile coreano con uno shiki-ita in stile oribe. Ho usato poi un mitsusashi del 1800, un natsume usagi maki e un chaire di tipo akahada. La tazza per koicha era una classica aka-raku mentre quella per usucha era una hira-chawan anch'essa del 1800.
Volevo dare al chaji un'atmosfera informale e rilassata per cui ho messo nel tokonoma un jiku con una frase molto semplice che tradotta in italiano significa più o meno "prendiamo insieme una tazza di tè". La scelta di questa frase voleva significare per me: cerchiamo di non essere troppo rigorosi e prendiamo questa occasione per bere una semplice tazza di tè.

E questo è il chabana estivo che ho preparato per l'occasione

Nodate

Per "nodate" in Giappone si intende una cerimonia del tè fatta all'aperto. Vi sono vari tipi di nodate, che possono essere più o meno sofisticati: si passa da una semplice tazza di matcha fatta con un termos ad una vera e propria cerimonia fatta con furo e tatami portatili e tutta l'attrezzatura classica di una vera cerimonia.
Ho passato parte dei giorni più caldi del mese di Luglio in montagna (a circa 1600 metri)in mezzo a splendidi prati e viste mozzafiato. Non avevo con me tutta l'attrezzatura per fare cerimonia del tè, ma non potevo rinunciare a fare un semplice nodate in un ambiente tanto bello!


Mi sono organizzata con un "set portatile" studiato apposta per fare nodate: un cestino tradizionale per contenere un chawan (di dimensioni appena più piccole di quelle standard) e un natsume (da chabako). Come chashaku e chasen ho utilizzato quelli pieghevoli che stanno comodamente all'interno di un piccolo contenitore in bambù.



Purtroppo non potevo portare con me sulla cima del monte ne' i tatami ne' il furo così mi sono dovuta accontentare di una stuoia e di un termos, ma vi posso assicurare che è stata un'esperienza davvero meravigliosa!

Tokonoma


E' da molto che non scrivo, ma anche i maestri del tè prendono le ferie! Per quanto possa non aver pubblicato nulla sul blog, tuttavia la mia pratica di cerimonia non si è fermata e mi ha accompagnata anche in questa calda estate.
Comincerò questo post con un resoconto del.... mio compleanno! Sì, avete capito bene: per il mio compleanno ho chiesto a mio marito che mi costruisse un tokonoma.
Cos'è un tokonoma? E' un elemento architettonico che fa parte di tutte le case giapponesi tradizionali. Si tratta di una "rientranza" nel muro che costituisce il fulcro o il "cuore" della casa e nella quale si esibiscono i migliori "tesori" che la famiglia possiede. Si può appendere un bel jiku, metterci una composizione ikebana ( o chabana se si tratta di una stanza per cerimonia del tè), si può usare per un bel koro (ossia un bruciatore d'incenso) oppure vi si può esporre un vaso o una statua particolarmente significativa. Nelle case tradizionali era l'unico posto che poteva essere "decorato" all'interno delle mura domestiche.

Vi sono molti tipi di tokonoma: quelli delle case tradizionali sono progettati durante la costruzione della casa stessa, ma vi sono anche degli "adattamenti" per chi ha una casa moderna oppure una casa all'occidentale. In questi casi il tokonoma viene "costruito" come se fosse un mobile cercando di integrarlo il più possibile nell'arredamento della stanza in cui viene posto. Per esempio, la mia maestra, che sfortunatamente non possiede una casa tradizionale, ne ha costruito uno in legno molto simile all'interno di un armadio senza le ante; io, invece, volevo qualcosa che fosse più leggero come struttura e più rustico e naturale come effetto, così il mio dolce marito ha deciso di creare semplicemente due colonne in legno di pino che poggiassero sul tatami e che avessero come copertura una semplice "mensola" dello stesso tipo di legno. L'effetto finale lo lascio giudicare a voi.



Per completare il mio soggiorno ho acquistato i tatami che mi mancavano per avere lo spazio classico di una stanza da cerimonia del tè: quattro tatami e mezzo. Certamente il mio soggiorno non è ancora in stile giapponese ma poco alla volta conto di trasformarlo per avere uno spazio tutto mio dove potermi esercitare ancora meglio nell'arte del tè.
A completare il tutto, la mia dolce metà ha "inventato", su mio consiglio, una tsukubai (fontana rituale) "da appartamento" che ricrea, però, l'atmosfera naturale dei giardini giapponesi.

martedì 13 luglio 2010









Non molto tempo fa ho fatto il mio primo haigata. Per haigata si intende l'arte di disporre la cenere dentro il braciere.
In cerimonia del tè si utilizzano due tipi di braciere per scaldare l'acqua sotto al bollitore.
Il braciere invernale è detto ro ed è normalmente incassato all'interno della pavimentazione a tatami della stanza tradizionale, in estate, invece, si utilizza un braciere portatile chiamato furo per poterlo allontanare dalla seduta degli ospiti in maniera che i carboni ardenti non debbano surriscaldare troppo l'ambiente.
Il furo, che si posiziona di fronte sulla sinistra del maestro, può avere varie forme ed essere fatto in vari materiali, ma viene sempre riempito di una speciale cenere (hai - cenere di riso) che serve da "base" ai carboni che scalderanno l'acqua all'interno del bollitore (kama).
Perchè si dice "arte di disporre la cenere"?
Perchè la cenere non riempie semplicemente il furo (o il ro in inverno) ma, a seconda della stagione, della forma e materiale del braciere, viene disposta seguendo delle forme (e talvolta dei disegni) ben precisi.
A prima vista può sembrare un'operazione non troppo complessa, ma vi assicuro che che è tutt'altro che semplice!
Due settimane fa ho fatto haigata per la prima volta ( con gli attrezzi che il mio caro maritino mi ha portato dal suo recente viaggio in Giappone!) e sono, a dir poco, diventata pazza!
Dopo un'ora di lavoro per trovare la giusta altezza della sabbia (in maniera che i carboni andassero a scaldare il kama senza bruciarlo), nel tentativo di "lisciarla" ancora un po' mi è caduta la paletta proprio nel mezzo e ho dovuto ricominciare tutto da capo!
Questo enorme lavoro è servito solo ad usare i carboni per una cerimonia della durata di circa 20 minuti dopo di che ho dovuto svuotare il braciere da tutta la cenere e ripulirlo per poi riporlo. Verrebbe da chiedersi:"Ha senso fare tutta questa fatica? Non è più semplice utilizzare un braciere elettrico?".
Ebbene sì: ha senso e molta importanza. Innanzi tutto il braciere elettrico non regala nessuna emozione durante la cerimonia del tè (né al maestro, né, tanto meno, agli ospiti), poi la fatica, l'attenzione e il tempo che si impiega a modellare la cenere ci serve da lezione, non tanto per la manualità, quanto per acquisire il distacco e la PAZIENZA che tanto ci manca nella vita.




Inaugurazione blog

Nella mia vita ho un'unica grande passione: l'arte in tutte le sue forme.
Per uno specifico settore artistico l'arte è diventata anche il mio lavoro, ma è rimasta la mia passione anche in tante altre forme. Una di queste è la cerimonia del té.
Studio cerimonia del tè nella scuola Omotesenke da molti anni eppure ogni giorno mi appassiona, mi aiuta, mi entusiasma e mi innamora sempre di più.
Ci sono tantissimi blog sul tè e alcuni anche sulla cerimonia del tè giapponese tuttavia ho sempre sentito fortemente la mancanza di un "supporto" per i praticanti di questa arte che fosse in lingua italiana. Mancanza alla quale ho deciso di sopperire con questo blog.
Si sa che in Italia il tè non è ancora molto apprezzato e che in pochissimi conoscono l'esistenza delle cerimonie del tè tuttavia noto che sempre più persone vanno alla ricerca di forme d'arte che non siano mera "estetica del bello" ma che cambino radicalmente la vita con un approccio più meditativo che ci avvicini alla natura e ai suoi ritmi insegnandoci contemporaneamente i valori umani, il rispetto per le persone e le cose e modellando il nostro gusto verso cose poco appariscenti ma molto ricercate.
Questo blog vuole essere sia un supporto a tutti coloro che cercano informazioni dettagliate sulla cerimonia del tè in italiano che un punto di incontro per tutti coloro che già praticano cerimonia del tè in Italia, per potersi scambiare opinioni, informazioni e, perché no, incontrarsi per bere insieme una tazza di matcha.