mercoledì 22 marzo 2017

Marzo: il mese di Hinamatsuri

La cerimonia del tè in Giappone è molto legata alle stagioni e alle feste stagionali e nel Paese del Sol Levante, quando si pensa ad una festa stagionale nei primi di Marzo si pensa a Hinamatsuri ovvero la festa delle bambole, detta anche festa delle bambine.


Questa festa, che in giapponese si dice 雛祭り, è il terzo giorno del terzo mese (ossia il 3 Marzo) e vede esposte nelle case le collezioni di bambole della famiglia che vengono messe in bella mostra, spesso insieme ai loro numerosi utensili, su piedistalli rivestiti in tessuto rosso. Questi piedistalli fatti a "gradini" possono essere anche molto grandi.
Le bambole solitamente rappresentano l'imperatore e l'imperatrice e molti dei loro servitori e della loro corte e sono vestiti secondo lo stile dell'epoca Heian.


Questa festa viene anche detta Festa delle bambine perché quando in una famiglia nasce una bambina i genitori le comprano delle bambole ( e spesso lo fanno anche amici e parenti) e, ogni anno, durante questa festa, tutta la famiglia prega che la sfortuna cada sulle bambole piuttosto che sulle bambine.


Nel Chanoyu di Marzo si usano oggetti, pitture e dolci con i tipici disegni di bambole di questa festa.
Ho pensato di rendere omaggio a questa tradizione usando la mia tazza con il disegno hina che ritrae le bambole vestite a festa in un intreccio di rami con foglie e fioriture primaverili. E' una tazza allegra e festosa che amo molto.








venerdì 17 marzo 2017

Chanoyu alla Festa delle Camelie 2017



Domani, sabato 18 Marzo 2017, farò tre dimostrazioni di cerimonia del tè giapponese (parte di usucha) aperte al pubblico presso la Festa delle Camelie (Tsubaki Matsuri) a Sant'Andrea di Compito in provincia di Lucca nella cornice delle stupende colline toscane.
Per l'occasione della festa, oltre a varie manifestazioni come mostre pittoriche, premiazioni, vendite e mostre di piante, degustazioni di tè, olio e vino e seminari svariati, saranno aperti al pubblico i giardini delle storiche ville del posto.
Le cerimonie si terranno nel giardino di Villa Orsi e gli orari (indicativi) saranno 11.30 - 14.30 - 16.30.
Vi aspettiamo numerosi!
Seguirà nei prossimi giorni un resoconto della manifestazione.

domenica 26 febbraio 2017

Sencha do: la via del Sencha




Sencha do letteralmente significa la Via del Sencha e nacque, come cerimoniale, in tempi più recenti rispetto al Chanoyu. 
Rispecchia, seppur con adattamenti alle usanze giapponesi, le modalità di bere il tè in foglie alla corte imperiale cinese. Queste usanze vennero portate in Giappone dai monaci e dai mercanti cinesi e gli stessi utensili usati mostravano e, in parte mostrano tutt'oggi, il gusto delle arti cinesi. A
 praticarla erano per lo più letterati e artisti che la prediligevano sia per il suo gusto più frivolo che lasciava spazio alla messa in mostra di opere letterarie e artistiche, che per opporsi al rigido cerimoniale del tè matcha promosso dalle istituzioni giapponesi come arte simbolo del nazionalismo. A dispetto del nome la Via del Sencha si applica, con alcune piccole differenze tecniche, non solo al Sencha ma anche agli atri tipi di tè giapponesi in foglie. Quando si usa il Gyokuro cambia il servito utilizzato poiché viene messo anche un bricco, mentre teiera e tazze risultano più piccole. 



La cerimonia Sencha do è collegata alle stagioni, ma lo è molto meno rispetto al Chanoyu e le sue regole tecniche non sono così fisse: variano per lo più in base alle Scuole di appartenenza dei Maestri. La via del Sencha è sicuramente un modo tradizionale ed elegante per ricevere ed intrattenere i propri ospiti avendo anche la possibilità di mettere in mostra le proprie collezioni oppure gli artefatti di maggior pregio in nostro possesso. Prima di entrare nella sala per la cerimonia, infatti, gli ospiti si intrattengono spesso in sale adiacenti per ammirare le collezioni messe in mostra dal padrone di casa per l'occasione. Anche il numero degli ospiti è maggiore e il clima è più conviviale.


Da poco abbiamo cominciato nella nostra Scuola a dare anche lezioni di questo tipo di cerimoniale, non solo per dovere di completezza, ma perché risulta molto piacevole ed elegante; adatto in particolare per chi ama le arti Giapponesi, ma non tollera la rigidità del Chanoyu. 


In queste foto vi mostro uno dei nostri allestimenti per il tè sencha in cui uso una teiera giapponese abbastanza grande (senza bricco poiché il sencha non lo richiede) e delle tazze mediamente molto grandi rispetto a quelle normalmente per il Sencha do. Il mizusashi è un artefatto celadon di tipo coreano fatto in Giappone proprio per essere utilizzato nel Sencha do e i piattini (chataku) sono molto semplici per far risaltare meglio il decoro vistoso delle tazze. Sempre celadon è il porta chakin che riprende i colori del mizusashi, mentre il contenitore del tè è di provenienza cinese. Particolarmente lavorato è il sago in legno intagliato a mano che serve a contenere le foglie da versare nella teiera. Il bofuro è semplice e tradizionale, mentre la tovaglietta è di provenienza italiana. 

Per maggiori informazioni visitate il nostro sito: www.cerimoniadelte.it









lunedì 2 gennaio 2017

Felice 2017!







Siamo finalmente entrati nel Nuovo Anno e, per noi, il modo migliore di celebrarlo è con un'adeguata e festosa cerimonia del tè!
Quindi decoriamo il tokonoma con le classiche balle di riso del tawara noshi e con un chabana stagionale di allegre bacche spontanee.
Per il kakejiku non potevamo dimenticare che quest anno è l'anno del gallo, così esso compare nel tanzaku insieme a messaggi di benaugurio.



Abbiamo fatto tanti ambiziosi progetti per questo nuova anno insieme a voi e presto ne avrete un assaggio non appena pubblicheremo la lista dei nuovi eventi. Mi raccomando: rimanete connessi con noi, vi aspettiamo sempre più numerosi!



domenica 20 novembre 2016

sabato 19 novembre 2016

Also this year it's robiraki time (English text)



This year I did robiraki with the chatsubo opening ceremony (kuchikiri no chaji).
During the Spring, tea master delivery the chatsubo (tea leaves container) to his favorite tea house because it is filled with tencha leaves, (tea leaves from which, thought tea grinding, is obtained matcha) of the newly occurred collected.
The store put the loose leaves of tencha, which will be used for usucha, on the bottom of the container, than he adds above the small sealed bags containing more prized tencha that will be used for koicha.
Once placed the tea, the shop will seal the cap of chatsubo and will send it back to tea master who held him by until the day of robiraki when it will open the seal and will ensure the first grinding of the leaves of tencha.
In Omotesenke School the opening of the seal and the grinding takes place in private, while in Urasenke School there are specific rituals performed in front of the guests for the opening of the seal and the extraction of the leaves.

During this ceremony, the guest will understand if ask for haiken or not, viewing chatsubo: if it is placed in tokonoma with a simple closure formed by a double knotted silk drawstring at the base of the cap cover (as in the top photo) it is possible to examine it.
When chatsubo has two or more nodes similar to those in the photo below you can't ask to review it.

Once the guest will ask to examine the object, the master will pick it up from the tokonoma and set it as in the first photo of this article, free from kuchikiri (cover cap) and placed horizontally with the "mouth" towards the guests.
The first guest will take chatsubo and take his place, doing "osaki ni" to the second guest and examine one by one the two objects that later will pass between all the participants and will be back in place by the first and last guests.
In these classic technique passages is important to remember that whenever chatsubo is transported must be placed vertically and plugged with kuchikiri, while every time you watch at it or you pass it must be place horizontally and without kuchikiri.
Needless to specify that is of great technical importance  also how to rise kuchikiri and pass it from hand to hand.
As usual in all types of Haiken, you rotate the object of two quarter turns to examine it and offer it to the best side by bringing him however the utmost respect.


The upper photo shows in detail the technical passage in which the first guest observed chatsubo (and to do it rolls slightly to the left and to the right to hear the sound of the tea leaves which move inside).
In the photos below, we can however see how the master, when chatsubo is being reported, places it inside the bag (still be holding the palm of the hand under the base to ensure stability) and transporting it through the  handles until the threshold of the door where, with it, will do "sorè" (bowing ritual) before to leave.





lunedì 14 novembre 2016

Anche questo anno è tempo di robiraki. (Italian text)


Questo anno ho fatto robiraki con cerimonia di apertura di chatsubo: Kuchikiri-no-Chaji o, in giapponese, 口切の茶事
Chatsubo è il contenitore che il Maestro del tè, in primavera, consegna alla Casa da tè di sua fiducia perché venga riempito di foglie di tencha (le foglie di tè da cui, tramite la macinazione, si ricava il matcha) dell'appena avvenuto raccolto. Il negozio mette le foglie sfuse di tencha, che verranno usate per usucha, sul fondo del contenitore, poi aggiunge sopra delle buste piccole e sigillate contenenti tencha più pregiato che verrà usato per koicha. Una volta posizionato il tè, il negozio sigillerà il tappo di chatsubo e lo rimanderà al maestro del tè che lo terrà da parte fino al giorno di robiraki quando ne aprirà il sigillo e provvederà alla prima macinatura delle foglie di tencha.
Nella scuola Omotesenke l'apertura del sigillo e la macinatura avvengono in privato, mentre nella scuola Urasenke vi sono degli specifici rituali eseguiti di fronte agli ospiti per l'apertura del sigillo e l'estrazione delle foglie.



Durante questa cerimonia l'ospite vedrà chatsubo posizionato nel tokonoma e capirà se chiedere o meno al Maestro di poterlo esaminare in base alla sua chiusura. 

Quando chatsubo presenta una chiusura formata da un semplice laccetto di seta doppio annodato alla base della copertura del tappo, come nella foto superiore, l'ospite potrà chiedere al maestro di esaminarlo, mentre se presenta due o più nodi simili a quelli della foto sottostante non potrà chiedere di esaminarlo. 

La foto superiore non è di mia proprietà.

Una volta che l'ospite chiederà di esaminare l'oggetto, il maestro lo preleverà dal tokonoma e lo posizionerà come nella prima foto di questo articolo, libero da kuchikiri (copri-tappo) e messo in orizzontale con la "bocca" verso l'ospite. 
Il primo ospite provvederà a prendere chatsubo e portarlo al suo posto, facendo "osaki ni" al secondo ospite ed esaminare uno alla volta i due oggetti che, dopo, passeranno tra tutti i partecipanti e torneranno al loro posto tramite primo e ultimo ospite.
In questi classici passaggi tecnici è importante ricordarsi che ogni volta che chatsubo viene trasportato deve essere messo in verticale e tappato con kuchikiri, mentre ogni volta che viene esaminato o passato deve essere messo in orizzontale e senza kuchikiri.
Inutile specificare che assume una grande rilevanza tecnica anche il modo di sollevare kuchikiri e di passarlo da una mano all'altra.
Come di consueto in tutti i tipi di haiken, si ruota l'oggetto di due quarti di giro per esaminarlo e porgerlo dal lato migliore portandogli, però, il massimo rispetto.





La foto superiore mostra nel dettaglio il passaggio tecnico in cui il primo ospite osserva chatsubo ( e per farlo lo "rotola" leggermente verso sinistra e verso destra per sentire il suono delle foglie di tè all'interno che si muovono).
Nelle foto sottostanti possiamo, invece, vedere in che modo il maestro, una volta che gli viene riportato chatsubo, lo posiziona all'interno della borsa in rete per poterlo sollevare (tenendo sempre il palmo della mano sotto la base per assicurarne la stabilità) e trasportandolo attraverso i manici fino alla soglia della porta dove, con esso, farà "sorè" (inchino rituale) prima di congedarsi.


Questo articolo ha solo uno scopo culturale e informativo e non potrà mai sostituire una lezione di cerimonia del tè. Spero, tuttavia, che possa essere utile agli studenti per memorizzare, o per far tornare alla mente, determinati passaggi. Per coloro che ancora non studiano, spero invece che possa essere servito ad incuriosire ed incitare allo studio di questa stupenda arte.